Minsk, la capitale della Bielorussia, è una delle città più affascinanti dell’Europa dell’est. Situata quasi al centro geografico della Bielorussia e attraversata dal fiume Svislach, è una delle poche città che conserva ancora tracce della dominazione Sovietica. Conosciuta per i suoi edifici da un’imponente architettura in stile sovietico, i parchi verdi, le chiese storiche e i musei, la città è il più importante centro amministrativo commerciale ed industriale della nazione ed è sede della Comunità degli Stati Indipendenti.
Nonostante la sua enorme bellezza questa città nasconde però il suo volto più tragico, ed è quello legato al disastro ecologico di natura planetaria avvenuto il 26 Aprile 1986 a causa dello scoppio della centrale di Chernobyl.
A 20 anni da questo tragico evento, circa 7 milioni di persone sono ancora esposte al rischio contaminazione da isotopi a lungo decadimento. La maggiore fonte di pericolo arriva dal cibo prodotto nelle aree colpite dall’esplosione. Vittime maggiori di questa tragedia sono i bambini che, alimentati con carne, latte o cereali inquinati, sempre più spesso si ammalano di tumori tiroidei o sono affetti da immunodepressione. Secondo le conclusioni di un gruppo internazionale di oltre 100 scienziati, fino a circa 4.000 persone potrebbero ancora morire per l’esposizione alle radiazioni dovute all’incidente all’impianto nucleare di Cernobyl.
Il disastro della centrale nucleare di Cernobyl, ha contaminato un’area, tra Russia, Bielorussia e Ucraina. Il Paese che ha avuto le conseguenze maggiori è però la Bielorussia dove si è avuto il 70% della caduta radioattiva che ha contaminato il 23% di tutto il territorio nazionale, colpendo una vasta area agricola e boschiva. In quella che è stata definita “la zona morta”, un’area compresa in un raggio di 30 chilometri dalla centrale, sono state evacuate in via definitiva oltre 400.000 persone, anche se alcune stanno lentamente tornando e i villaggi abbandonati si stanno ripopolando da chi non ha nessun’altra possibilità di vita.
La povertà è palpabile lungo tutto il territorio e soprattutto a Minsk, dove dietro a una facciata pulita e ordinata si cela una miseria diffusa. Per questo motivo la scelta dell’ associazione è ricaduta proprio sull’aiuto dei bambini di questo territorio così fortemente martorizzato.

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